Politica

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Quelle che erano voci di corridoio si stanno trasformando in qualcosa di più concreto. Alla vigilia del congresso provinciale del Pd genovese, che dovrà scegliere il nuovo segretario, c’è chi inizia a parlare della necessità di fare le primarie per la scelta dei candidati a sindaco del 2012. Troppo presto, dirà qualcuno. Non è così, se si tiene conto che c’è già chi non nasconde, almeno con i più stretti collaboratori, l’intenzione di volersi mettere in gioco, sfruttando il momento poco idilliaco tra Marta Vincenzi e i vertici del partito. Tanto che a distanza di un anno e mezzo dalla competizione genovese, nel Pd c’è già chi scalda i motori. La situazione che potrebbe prefigurarsi sarebbe la stessa delle elezioni del 2007, se non più complicata: all’epoca c’era un sindaco uscente che non poteva più ricandidarsi, Pericu. E quindi le primarie erano più o meno obbligate. Per di più si scelse si farle di coalizione e non di partito. Ricorderete lo scontro Vincenzi-Margini, con l’uscita di scena del secondo. Stavolta, invece, le candidature arrivano dall’interno del Pd. A sfidare la Vincenzi sembra siano già pronte due donne e un uomo, tutti con un aspetto in comune: lanciati dalla Vincenzi stessa, per lo meno nelle sue giunte. Si tratta di Roberta Pinotti, data come la più convinta a volerci provare, di Francesca Balzani, oggi parlamentare europea dopo l’esperienza di assessore al bilancio di Tursi, e di Paolo Veardo, oggi assessore alla scuola. Loro ufficialmente smentiscono, e si dicono pronti a aiutare Vincenzi per la seconda candidatura. Seppur con qualche distinguo. Pinotti ammette “Per me Marta va riconfermata e sarò la prima a aiutarla, ma - spiega - non nascondo che nei miei sogni c’è quello di fare il sindaco di Genova, quando scadrà il suo secondo mandato”. Stessa cosa per gli altri. Sempre, aggiungiamo noi, che nel Pd non si decida di fare le primarie. (Davide Lentini)