Il direttore dell'ufficio regionale scolastico, Anna Maria Dominici, dopo aver analizzato i dati ha dichiarato infondate "le proteste di questi giorni su un supposto diffuso 'sovraffollamento' delle classi". "E' vero che c'é stato un aumento degli iscritti - spiega il dirigente regionale - ma è vero anche che è stato mantenuto un numero di classi che consente un rapporto di circa 24 alunni per sezione. La media regionale per la scuola dell'infanzia è pari a 24,56 alunni per classe; quella della primaria è di 18,66; della secondaria di primo grado di 22,41 e della secondaria superiore di 22,57. Ci possono essere classi con numeri più elevati, soprattutto nelle città, ma non credo si possa parlare di sovraffollamento". In Liguria sono 216 le istituzioni scolastiche autonome con una popolazione di 169.775 studenti, di cui 4.112 con situazioni di disabilità e 16mila stranieri (circa il 9%). "Si assiste a concentrazioni di alunni stranieri in alcuni quartieri delle città - ha affermato Dominici - ma il ministero sta provvedendo a risolvere questa situazione. In linea generale comunque le nostre scuole offrono, quasi tutte, corsi di lingua italiana, elemento fondamentale per favorire l'integrazione".
Cronaca
Scuola, per ufficio regionale "niente sovraffollamento"
57 secondi di lettura
Ultime notizie
- L'allarme di Bassetti sull'urinoterapia: "Nessun beneficio, solo pericoli"
- Vendevano alcol ai minorenni, chiusi per sette giorni due locali ad Albenga
- Tragedia a Genova, 20enne muore in casa davanti agli occhi del fidanzato. Ipotesi overdose
- Più di 500 chili di marijuana in 70 fusti, il maxi sequestro in una serra a Imperia
- Droga confezionata in casa poi nascosta negli slip. Così due fratelli rifornivano gli spacciatori di via Prè
-
Bus a Genova tra corse saltate e mezzi pieni, i lavoratori all'azienda: "Riorganizzi tutto o sarà sempre peggio"
14° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Matteo Angeli
Mercoledì 14 Gennaio 2026
-
Luigi Leone
Lunedì 12 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiQuando la protesta è scomoda: sull’Iran la sinistra resta in silenzio
Salis, le primarie divisive e l’obbligo della coerenza