Danilo Pace era in pieno scompenso fisico, quindi incapace di intendere e di volere, quando uccise con una coltellata Daniele Macciatelli agente della Polizia intervenuto per cercare di calmare l'uomo il settembre scorso a Genova. Questo è quanto si legge nella sentenza pronunciata dal giudice Franca Borzone: "La gravità deriva da una progressiva involuzione e da una strutturazione del delirio, ormai cronicizzato e che si è manifestato all'esterno dal 2004". Una gravità che ha condotto il giudice a valutare la pericolosità di Pace. "Poiché - conclude il giudice - l'essenza della malattia è collegata a un'ideazione patologoca che conduce Pace a sentirsi costantemente minacciato e che interpreta le condotte altrui a senso unico in suo danno, è evidente che la reattività e l'aggressività già manifestate siano capaci e pronte a riesplodere in ogni momento".
3° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Sara Piattino*
Mercoledì 07 Gennaio 2026
-
Luigi Leone
Lunedì 05 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiCrans Montana: perché restiamo a guardare? 8 chiavi per capire la psicologia nel cuore della tragedia
Il Casinò di Sanremo, un patrimonio non sfruttato da tutta la Liguria