E’ terminato poco prima di mezzogiorno l’interrogatorio di garanzia di Pierluigi Leone, l'ex presidente della Comunità montana dell'Olivo e del Gal-Sviluppo Valli del ponente, accusato di peculato e truffa aggravata per una serie di irregolarità compiute in seguito all'assegnazione agli enti che presiedeva di fondi provenienti dalla Comunità europea. Leone avrebbe ammesso le sue responsabilità cioé di essersi impossessato di 150 mila euro per debiti personali che aveva contratto nel tempo. Il suo avvocato, Marcello Ferrari, all’uscita dalla procura ha detto che Leone avrebbe l'intenzione di restituire tutti i soldi. L’interrogatorio è durato circa un'ora e il legale di Leone ha chiesto per il suo assistito gli arresti domiciliari. Il giudice Luigi Sanzo si è riservato sulla decisione, anche in virtù del fatto che la moglie di Leone, Marina Neri, è ai domiciliari sotto lo stesso tetto di famiglia. In questo caso, infatti, potrebbe sussistere un relativo problema di incompatibilità.
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Truffa alla comunità, prime ammissioni
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