Cronaca

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Un grande uomo: così può essere definito Giorgio Messina vice presidente della storia compagnia armatoriale Ignazio Messina e numero uno di Finemme. Si è spento dopo una lunga malattia, il destino ha voluto proprio il giorno del primo maggio, la festa del lavoro che ha segnato tutta la sua vita. Fra una ventina di giorni avrebbe compiuto 70 anni. Giorgio Messina era secondogenito di Ignazio, che ha dato il nome alla compagnia e che ha fatto la storia del settore in Italia e nel mondo insieme al papà Giuseppe, grazie alle rotte in Africa, Mar Rosso, Arabia Saudita, Libano, Egitto. E poi, da armatore tradizionale di navi convenzionali, grazie a una grande intuizione, a vettore specializzato nei servizi regolari ro-ro container di cui detiene il primato italiano e il secondo posto al mondo. Durante la chiusura del canale di Suez le navi Messina furono le uniche di nazionalità italiana a garantire il servizio di linea per l’Africa Orientale e il Mar Rosso. E nel 1975 fu una nave della Messina ad attraversare per prima il riaperto canale. Questo un assaggio di storia per far comprendere la grandezza e l’innovazione di questo gruppo che ha portato la bandiera di Genova in giro per il mondo. Giorgio Messina, discreto, poco avezzo alla telelecamere, ha sempre lavorato gomito a gomito con i familiari per la crescita della compagnia ora in mano alla quarta generazione di Andrea Gais, Massimo, Ignazio e Stefano Messina. Questo lutto “lascia un grande dolore e un grande vuoto in tutti coloro che l’hanno conosciuto ed hanno avuto modo di apprezzarlo per le sue doti di imprenditore, di sportivo e per la sua grande umanità” scrive Confitarma. “Il nostro shipping perde oggi un suo importante protagonista – afferma il presidente Nicola Coccia – con grande tristezza, mi rendo portavoce del profondo cordoglio della Confitarma e delle 250 aziende aderenti alla nostra Confederazione. Con lui se ne va una grande personalità del mondo armatoriale italiano le cui capacità imprenditoriali e le cui intuizioni hanno dato lustro non solo alla famiglia Messina ma a tutta la flotta nazionale sui mari del mondo”. (Elisabetta Biancalani)