cronaca

Nell'anniversario dell'attentato si commemorano tutti i militari caduti all'estero
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 Giovanni Cavallaro sarebbe dovuto partire da Nassirya per tornare a casa proprio in quel 12 novembre 2003, quando invece perse la vita nell'attentato alla base MSU italiana dei Carabinieri, avvenuto tramite un'autobomba. Oltre a lui morirono altri 18 italiani, tra cui il ligure Daniele Ghione. Cavallaro, detto Serpico, aveva 47 anni ed era Maresciallo in servizio al comando provinciale Carabinieri di Asti. Ha lasciato la moglie Sabrina e la figlia Lucrezia, che all'epoca aveva 4 anni.


"L'arma dei carabinieri è stata per noi una seconda famiglia, ci ha sempre sostenuto", racconta Lucrezia. "Sono passati 18 anni ma la ferita è ancora aperta. Vedere come le persone ancora li ricordino ci fa credere che il sacrificio non sia stato vano, ci fa sperare che tutto questo non verrà dimenticato. Ero molto piccola, ricordo poco ma tante persone mi hanno parlato di lui e non potrei esserne più orgogliosa". Poi il ricordo di quella tragica mattina: "Era pomeriggio e pioveva, mia zia mi ha detto che mio papà sarebbe diventato una stella ed è stato veramente così, è il mio riferimento e la mia guida. Sarà sempre un pezzo del nostro cuore, mia mamma è rimasta in terra irachena. Grazie per mantenere vivo il ricordo".


"Ci alziamo la mattina del 12 sempre con la tristezza del cuore", dice la moglie Sabrina. "I carabinieri e le istituzioni ci hanno sempre supportate. La giornata di oggi è dedicata a tutti i militari caduti all'estero, incontreremo a Roma le istituzioni cittadine e nazionali, sarà una giornata molto emozionante". Il racconto prosegue col ricordo del marito: "Era sempre sorridente, allegro, pieno di vitalità, con tanta voglia di rientrare. La sera prima mi ha detto "sono a casa" e io gli ho detto "no non sei ancora rientrato purtroppo", poi la mattina il tragico evento che ha spezzato la vita mia, di mia figlia e delle altre famiglie. Il dolore ci accompagnerà per tutta la vita".


Anche il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si unisce al ricordo delle vittime: “Esattamente 18 anni fa un camion cisterna pieno di tritolo fece esplodere la base Maestrale, causando la morte di 12 carabinieri, 5 militari dell’esercito e 2 civili. Era il 12 novembre 2003, era la strage di Nassiriya, in Iraq. A questi eroi oggi va il pensiero di tutti gli italiani, alla memoria di queste vite abbiamo intitolato la Sala Auditorium della Regione Liguria. Per non dimenticare chi si è sacrificato per il nostro Paese, per onorare ogni giorno gli uomini e le donne che rischiano la vita per la nostra sicurezza e per la libertà”.