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E' accaduto oggi alla proiezione di 'Dune' di Denis Villeneuve
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Questa in tanti anni di frequentazione di Festival cinematografici non l’avevo mai vista, e bizzarrie ce ne sono state tante. Come ad esempio quella volta a Cannes che ci venne consegnato un ‘kit di sopravvivenza’ (lo avevano chiamato proprio così: un panino, una bibita e una barretta di cioccolato) per vedere un film di otto ore diviso in due parti. Insomma, una specie di ricreazione in mezzo. Quella di oggi però le supera tutte.

Proiezione per i giornalisti di ‘Dune’ di Denis Villeneuve, ore 8.15 in Sala Grande: uno dei film più attesi dell’intera stagione. Ebbene, ieri sera arriva una mail, peraltro non dall’ufficio stampa della Biennale ma dal sito che si sta occupando – malissimo – delle prenotazioni per entrare in sala, che ci invita ad arrivare con ‘congruo anticipo’ perché come misura straordinaria anti-pirateria su richiesta della produzione i telefoni cellulari e tutti gli altri apparati di registrazione sarebbero stati inseriti in apposite protezioni consegnate all’ingresso e sigillate fino al termine della proiezione.

Così, stamattina, a partire dalle 7.30 una fila lunghissima di potenziali mariuoli si è messa in coda imbustando non solo cellulari ma anche tutto quanto aveva a che fare con l’elettronica: iwatch, computer e qualsiasi tipo di device. E’ stato fortunato chi ha problemi di cuore perché almeno non i peacemaker non li hanno chiesti. Ora, è evidente che la pirateria audiovisiva sia una piaga da estirpare in ogni modo ma che qualcuno possa registrare un film illegalmente all’interno di un Festival in una proiezione riservata alla stampa mi sembra francamente esagerato. ‘Dune’ uscirà in Italia così come in molti altri paesi il 16 settembre e purtroppo già dal giorno dopo le copie pirata cominceranno a girare in rete. Se non altro avremo la soddisfazione che da Venezia non è uscito nulla.