cronaca

Le testimonianze nella prima giornata di cantiere che ha causato oltre 15 km di coda
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C'è chi aveva un parente che doveva andare a fare una seduta di chemioterapia all'ospedale San Martino e che a dovuto rimandare di ore dopo la coda in A10, 4 ore di ritardo semplicemente perché ha dovuto affrontare i km di coda infiniti tra Celle Ligure e Genova, a causa del cantiere tra Prà e Aeroporto. Chi invece semplicemente stava partendo per le vacanze e stremato dalla coda si è fermato in autogrill per bere finalmente un po' d'acqua. O fa tenerezza la testimonianza del signore che aveva voglia di mangiarsi un bel fritto misto al ristorante a pranzo, ma dopo un'ora e 40 di coda partendo di Arenzano si è arreso ad un tramezzino in un bar a Voltri, con vista sulla coda in Aurelia. 

"Bisognerebbe far pagare i danni a coloro che hanno creato sto casino, non di dargli 9 miliardi, dopo un mucchio di morti e di persone che hanno sofferto", commenta un signore al bar. "Io non uso più la macchina, così non cado, al massimo rischio di cadere dal pullmann". 

I liguri sono esasperati, a differenza dei turisti che prendono più con filosofia la situazione, dato che si tratta di un grosso disagio, ma che capita in vacanza e una volta tantum. Il problema è per chi qui ci lavora, ci vive, per le ambulanze che ogni giorno sono costrette allo slalom tra i cantieri. "Io penso ai meschinetti sulle tre ambulanze che ho visto passare, non si può rischiare la pelle così". 

Per non parlare degli autotrasportatori, costretti a ore e ore di ritardi e di disagi in un costante stato di stress e rassegnazione. All'autogrill di Sant'Ilario uno di loro commenta: "Da 25 anni che qui è sempre così, ultimamente la situazione è drammatica, sempre peggio". E chi invece reagisce con esasperazione è un conducente fermo a Voltri per un po' di riposo: "Sono dei criminali, non si può ridurre così la città e straziarla con tutto questo inquinamento".