Dal gigante sir Claudio Ranieri a Roberto D’Aversa, fresco di retrocessione con il Parma ad un media punti addirittura inferiore a quella del predecessore Liverani. Da uno degli allenatori più costosi a quello meno pagato dell’intera gestione Ferrero: 700 mila euro a stagione per due anni.La parabola discendente della Sampdoria è racchiusa tutta nella vicenda del nuovo tecnico, chiamato a guidare una squadra presumibilmente ridimensionata. E se è vero che D’Aversa ha il diritto di essere giudicato senza pregiudizi per quanto farà di concreto sul campo, è altrettanto vero che le premesse del suo approdo alla Samp non sono le migliori, essendo stato scelto per consunzione al termine di un casting tanto lungo quanto costellato di rifiuti ed infruttuoso.
Non a caso i tifosi sono tornati a rumoreggiare, con un comunicato della Federazione dei club blucerchiati che invita il presidente ad andarsene. Prospettiva non certo imminente. Sfumato anche il sogno scudetto della Primavera, eliminata in semifinale dall’Atalanta, ai sampdoriani così non rimane che aggrapparsi alla nostalgia, ben rappresentata dalle imprese di Vialli e Mancini in Nazionale, celebrati sui social.
Il tutto mentre Ferrero trova il tempo di ritwittare un messaggio che dice: “Damsgaard vale 40 milioni, è bene che lo si venda, se proprio si deve, alla cifra giusta”. Il futuro è cominciato.
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