
"Prendimi il pene", pacche sul sedere, massaggi defaticanti che finivano con palpeggiamenti in cui le giovani atlete piangevano e tremavano. Così un allenatore di savate (arte marziale francese) di Ranzo, in provincia di Imperia, è stato arrestato con l'accusa di aver abusato per anni di tre sue atlete, di cui due minorenni. Le indagini, che hanno poi portato all'arresto dell'uomo, ora ai domiciliari, sono scattate dopo che una delle giovani si è confidata con un carabiniere che frequentava la palestra nel tempo libero. Nei giorni scorsi gli arresti domiciliari sono stati sostituiti con la misura del divieto di avvicinamento alle persone offese con prescrizione del mezzo di controllo del braccialetto elettronico che gli verrà applicato nei prossimi giorni. L'uomo riceveva le giovani nella palestra allestita presso la propria abitazione.
Gli abusi sarebbero iniziati anni fa
Approfittando del fortissimo ascendente di cui godeva con le sue giovani atlete, lo sportivo avrebbe costretto le giovani a subire i suoi abusi: dalla mano nelle mutande alla richiesta di prendergli in mano il pene fino alla pretesa che una di loro dormisse nuda insieme a lui durante le trasferte.
L'uomo pretendeva che le ragazze lo baciassero sulla bocca, così come durante i massaggi "defaticanti" le giovani dovevano togliersi le mutande. Massaggi - o meglio - palpeggiamenti, che finivano con le mani di lui nelle parti intime delle ragazze.
Non solo violenza sessuale, ma anche manipolazione psicologica
Non solo gli abusi fisici, dal grave quadro emerso sembrerebbe che l'allenatore, negli anni, avesse manipolato psicologicamente le atlete tanto da averle convinte che subire i suoi abusi le rendesse più forti sul ring. Superando le violenze a cui le sottoponeva, le giovani avrebbero potuto affrontare tutto nella vita, diventando "femmine alfa". Secondo le carte dell'inchiesta, l'uomo teneva comportamenti "a carattere sessuale, mascherati però da pretesi strumenti di crescita sportiva e professionale".
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