cronaca

La donna aveva perso un figlio nel crollo della torre nel 2013
51 secondi di lettura
"Siamo davanti a un sistema infrastrutturale che crolla e provoca tantissime vittime. Ultima strage il crollo della funivia di Stresa, con  manomissioni volontarie per ottenere più profitti, 14 vite sterminate e lo Stato continua a non vigilare sulle manutenzioni. Lo Stato chieda scusa, non possiamo diventare i ragionieri dei morti" E' il grido di Adele Chiello, la mamma di Giuseppe Tusa, il marittimo morto il 7 maggio 2013 nel crollo della Torre Piloti a Genova (9 furono le vittime e 4 i feriti), che commentando così l'incidente alla funivia tra Stresa e il Mottarone.
 


"Ogni impunità produce altre vittime, alimenta la corruzione, le classiche mazzette per gli appalti che vengono autorizzate, senza alcuna vigilanza per la sicurezza dei cittadini. Togliamo il minimo al ribasso negli appalti. È un sistema di corruzione che va fermato con solidi provvedimenti legislativi. Un colloquio tra istituzioni e società civile può essere solo costruttivo, non dimenticando che la sovranità appartiene al popolo italiano. Mi auspico che il nostro appello venga ascoltato".