"Ma con tutti i problemi che ci sono mi sembra assurdo pensare di organizzare una manifestazione come il Festival di Sanremo: la gente fa fatica ad arrivare alla fine del mese, le attività commerciali sono in ginocchio, c’è chi ha perso il lavoro, ha una famiglia da mantenere e si vergogna persino di chiedere aiuto, e poi c’è chi pensa di mettere centinaia di persone in un teatro come nulla fosse?”. A parlare è Alex Molinari, presidente dei Ristoratori di Chiavari: “Stamani ho fatto un sondaggio sul Festival tra i miei associati e non le dico che rivolta, che imprecazioni: noi siamo chiusi, rispettiamo le regole anche se costa caro e là invece sembra che sia tutto consentito”. Gli fa eco Giampaolo Roggero, presidente di Ascom Lavagna e Chiavari: “Certo sarebbe un volano per la promozione della nostra regione ma questo non è proprio il momento. Le regole devono essere uguali per tutti: noi le rispettiamo ma credo che sia difficile che là possano essere rispettate vista la mole di gente che verrebbe coinvolta. Senza considerare che se dovessero esserci dei cluster di contagio proprio al Festival, a pagare saremmo tutti in Liguria perché aumenterebbe l’indice e quindi si rischierebbe di tornare in fasce di rischio di colore arancione o rossa, mentre qui siamo tutti appesi almeno alla zona gialla per sperare di lavorare meglio”.
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