politica

Il vicesegretario Dem conferma la linea di apparentamento coi pentastellati
2 minuti e 45 secondi di lettura
Dell'esperienza elettorale in Liguria con Sansa? "Resta molto. C'è chi dice che da soli avremmo avuto una prospettiva per il futuro, ma io credo il contrario, ce lo dicono i ballottaggi". Lo ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando in una intervista sulla sua pagina Facebook. "L'alleanza che abbiamo costruito ha aperto la strada a elettorati sommabili, questo dà una competitività al Pd che prima non c'era. Se guardiamo i numeri in Liguria, ci sono province dove già questo nuovo centrosinistra potrebbe vincere, come alla Spezia e a Savona. Non lo è a Genova per l'effetto Bucci e per la ricostruzione del ponte Morandi che ha garantito al centrodestra una popolarità che ha pesato molto. Ma credo che questa si ridurrà nel corso dei mesi e noi dovremo essere pronti a riempire quello spazio con proposte", ha detto il vicesegretario nazionale dei Dem.

"La Liguria è la regione in cui il centrosinistra ha resistito meglio, una sconfitta con risultati onorevoli. Una linea Maginot che ha retto alla forza dirompente dei governatori uscenti. Se la candidatura di Sansa fosse uscita prima, e in questo ci sono responsabilità diffuse tra M5s e Pd, avremmo recuperato qualcosa ma non sarebbe stato determinante", ha aggiunto Orlando. I banchi dell'opposizione in consiglio regionale, con Pd e M5s insieme, sono un "cantiere ligure per il nuovo centrosinistra", ha proseguito Orlando. 

"Non ci sono state discrasie in campagna elettorale non vedo perché dovrebbero essercene all'opposizione. Questo può essere un punto di ripartenza. Per vincere ci hanno detto che ci volevano le forze di centro, ma abbiamo visto che il centro non esiste più. Ho temuto ci trovassimo a inseguire il centro perdendo il M5s e un polo radicale, uno scenario da incubo e una situazione non auspicabile. La ricostruzione del nuovo centrosinistra parte anche dal fatto che l'esperienza, precedente all'amministrazione Toti, è esaurita altrimenti non si spiegherebbe la sconfitta del 2015", ha ribadito il parlamentare ligure.

Sulla sua città, La Spezia, infine Orlando ha affermato che la "sfida è aperta, nel capoluogo e a Sarzana ci sono condizioni da ballottaggio. L'effetto covid qui ha pesato. Occorre ripartire avendo la capacità di allargare alle forze civiche, puntando a una riconquista dell'autonomia della città. Non abbiamo un sindaco, ma un proconsole di Toti. Un sindaco non in grado di dire di no anche quando le condizioni di Genova vanno contro gli interessi della città. Un 'totismo' realizzato in purezza", ha concluso Orlando.

La replica del sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, non si è fatta attendere. “Alla Spezia siamo molto concentrati a guardare al futuro della nostra città e risolvere l’eredità pesantissima che ci hanno lasciato i suoi compagni di partito dopo trent’anni di amministrazione di sinistra. Mi piacerebbe che il numero due del Partito Democratico, azionista di maggioranza di questo Governo, anziché occuparsi di problemi virtuali, si occupasse di problemi reali che interessano il nostro territorio e che sono diretta competenza del suo Governo e del Ministero delle Infrastrutture: ne cito solo due per tutti, la Variante Aurelia e il crollo del ponte di Albiano Magra”, ha sottolineato Peracchini.