Il Bansky che parla di pace e amore, quello della ragazza con il palloncino rosso e del lanciatore di fiori. Ma anche il Bansky più conturbante, quello di "Dismaland" e di Topolino divorato da un enorme serpente. Le mille facce di questo anonimo artista senza volto sono raccontate a Palazzo Ducale nella mostra allestita all'interno del sottoporticato. Dalla street art alle stampe, dai poster ai video, fino alle grandi installazioni, si scopre uno degli artisti più discussi e acclamati dei nostri tempi in un percorso che racchiude oltre un centinaio di opere. "Potresti essere tu Bansky, per quanto ne sappiamo", ironizza il curatore inglese Acoris Andipa, persona chiave per l'organizzazione di questa mostra. "Lavorare con un artista che vuole rimanere anonimo ha anche il suo fascino, fa parte del gioco: pianificare questo allestimento è stato molto semplice, in realtà, grazie a Palazzo Ducale e alla notorietà in Italia di questo artista".
Una mostra che viene incontro soprattutto ai giovani, mentre intanto a Palazzo Ducale è già un successo quella dedicata agli Anni Venti e quella di Hitchcock. "Abbiamo fatto un grande lavoro come Fondazione nella creazione di didascalie per spiegare la filosofia di un artista poliedrico", commenta Serena Bertolucci direttore di Palazzo Ducale. "Questa è davvero una mostra da non perdere, proprio per come la abbiamo strutturata, e ne andiamo davvero orgogliosi".
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