Il mondo produttivo di Genova compatto si schiera a favore della Gronda. Sono trentasette i firmatari, tra cui la Camera di Commercio, che hanno condiviso il Manifesto, elaborato da Confindustria Genova, che ripropone e attualizza le ragioni del Sì alla Gronda alla luce del drammatico crollo del Ponte Morandi. Un'infrastruttura ritenuta fondamentale per Genova e la Liguria tutta.A siglare il documento il Presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio, il Presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini e i rappresentanti delle associazioni e dei soggetti firmatari.
La Gronda autostradale di Ponente è di fatto un raddoppio dell'A10 nel tratto interessato dal crollo del Ponte Morandi, i cui cantieri sarebbero dovuto iniziare all'inizio del 2019. L'appello a sbloccarle al più presto la situazione è rivolto al governo Conte, visto che nel corso della passata legislatura venne prorogata la concessione ad Autostrade per l'Italia al fine di permettergli di rientrare dall'investimento della Gronda.
"La partita adesso si gioca sulla Gronda, dal 13 agosto 2018 il progetto esecutivo è al Mit, quindi è tutto pronto, l'opera va cantierizzata - esorta il presidente Confindustria Genova Mondini -. E' un sì alla Gronda senza modifiche, ci mancherebbe visto che il progetto con più di vent'anni di storia ha tutte le autorizzazioni".
"Abbiamo la necessità di incrementare il Pil nazionale, - sottolinea il presidente della Camera di Commercio Genova Luigi Attanasio - la Gronda è un ingente investimento privato da 4 miliardi di euro che Genova non può perdere, il crollo del ponte Morandi dimostra che abbiamo bisogni di alternative". Tra i soggetti che hanno sottoscritto il manifesto i rappresentanti locali di Cgil, Cisl e Uil, Cna, Spediporto, Coldiretti, Confartigianato, Confesercenti e altri.
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