cronaca

Secondo la mappatura di Comune e Camera di Commercio
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I modelli per segnalare i danni subiti, sia quelli diretti - a immobili, macchinari e attrezzature - che quelli indiretti, dal mancato guadagno agli oneri aggiuntivi per il personale, sono stati pubblicati sul sito della Camera di commercio di Genova. Ed entro un mese, quando saranno stati tutti consegnati, si potrà arrivare alla quantificazione precisa del danno provocato dal crollo del ponte Morandi a imprese e professionisti.

Secondo la prima mappatura effettuata da Regione Liguria, Comune e Camera di commercio le aziende danneggiate in modo diretto o indiretto sono 1.432, di cui 95 con più di 50 dipendenti. Quaranta, che si trovano nella zona rossa, hanno subito danni diretti.

"Ma attraverso il numero verde abbiamo raccolto la preoccupazione di imprese che si trovano ben aldilà della zona interessata" ha spiegato Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di commercio di Genova. Confindustria Genova ne ha contate venti nella zona rossa, con problemi di accesso e operatività, da Ansaldo Energia fino alle più piccole.

Poi ci sono le attività più lontane, che con il crollo del ponte hanno perso clienti e fatturati.

"Vogliamo aiutare le aziende a rialzarsi e ripartire, attraverso finanziamenti a ponte che discuterò la prossima settimana con gli istituti di credito, equi risarcimenti da parte di chi sarà accertato come responsabile del crollo e forme di agevolazione e sgravi fiscali" spiega l'assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti che ha incontrato i 40 imprenditori della zona rossa e pensa anche a sospensione del Durc, cassa in deroga per le pmi artigiane e commerciali, investimenti di logistica per i flussi di merci e il traffico portuale.

Tutte le aziende (non agricole) e i professionisti che si ritengono danneggiati dovranno presentare alla Camera di commercio entro il primo ottobre un modello (AE) specifico per ponte Morandi e quelle che hanno o hanno avuto sedi o unità locali (o magazzini) nella zona rossa, dovranno presentare anche un secondo modulo (C) previsto dalla Protezione civile per le calamità.