Si è conclusa con due condanne e una assoluzione l'inchiesta sulla cosiddetta "truffa del gasolio" che aveva fatto scoprire un giro di furti ai danni di Eni ed Europam tra Genova, Savona e Alassio. Il tribunale di Genova ha condannato a due anni Domenico Calabrese, il cui nome era anche finito nell'inchiesta sulla 'ndrangheta perché aveva contatti col boss Domenico Cangemi, e a un anno e sei mesi Giuseppe Cannatelli, il proprietario del terreno dove veniva scaricato il gasolio rubato. Assolto Pierpaolo Boero, proprietario di una cisterna mobile.
La tecnica era ben collaudata: Calabrese si fingeva di essere un noto distributore del ponente ligure e ordinava migliaia di litri di greggio che poi rivendeva al mercato nero. La truffa è stata scoperta dopo la denuncia dell'ignaro distributore dopo l'arrivo di fatture per materiale mai ricevuto. Calabrese era stato arrestato proprio mentre scaricava il gasolio sulle alture di Molassana. Secondo l'accusa, i due avrebbero arrecato un danno all'Eni (assistita dagli avvocati Guido Colella e Serena Costa) e all'Europam (avvocato Aldo Nappi), per poco meno di 30 mila euro.
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