cronaca

Le dichiarazioni della donna davanti al gup
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 "Ci sarà un processo per ristabilire la verità, che è quella per cui non ho ucciso mio fratello e non ho mai neppure immaginato lontanamente di poterlo fare". E' convinta e decisa, Marzia Corini, 53 anni, quando parla davanti al gup del tribunale della Spezia, Mario De Bellis. Cinque pagine di dichiarazioni spontanee, senza l'assistenza (concordata) dei suoi legali di fiducia, Tullio Padovani e Anna Francini, nell'udienza preliminare nell'ambito del procedimento che vede la donna indagata per aver ucciso il fratello, Marco Valerio Corini, avvocato dei vip, amico di Gianluigi Buffon, attraverso un'iniezione di sedativo.



L'avvocato morì il 25 settembre del 2015, a 51 anni: era malato di tumore. Secondo l'accusa, Marzia avrebbe agito per il rischio di rimanere esclusa dal testamento del fratello in favore della giovane compagna dell'avvocato, Isabo' Michelle Barack, di 21 anni. Per Marzia Corini anche le accuse di circonvenzione d'incapace, falso in testamento e furto del sedativo stesso. La donna, secondo l'accusa, con la complicità dell'avvocato Giuliana Feliciani, approfittando dello stato di Marco Corini, lo avrebbero indotto a sottoscrivere un testamento olografo a loro beneficio.


La Corini, medico anestesista, ha puntato il dito contro le indagini. "Un'accusa cucita addosso afferma, un'indagine portata avanti in maniera tendenziosa e superficiale. Non c'è stata la volontà di scoprire la verità, ma di confermare solo una verità precostituita, e per me assurda. E' un'accusa atroce: ero e sono tuttora in ginocchio per la morte di mio fratello".


Per la donna, l'udienza di ieri ha rappresentato "l'occasione di parlare e di avere voce e dignità di persona": subito dopo le dichiarazioni, ha lasciato l'aula, e da oggi in poi i legali non interverranno più nella fase preliminare, convinti che la via migliore per dimostrare l'innocenza della sua assistita sia quella del processo. "Di cosa mi sento in colpa? Di non essere stata accanto a lui nel momento della scelta della terapia, che poteva essere diversa: ho cercato ogni strada, ogni via per curarlo, ci sono state richieste anche per protocolli sperimentali. Sarà il processo a decidere che persona sono", spiega la donna. Nell'udienza preliminare, presenti anche il legale di Giuliana Feliciani, l'avvocato indagato nel procedimento per i falsi testamenti e l'accusa di circonvenzione. Il legale della donna, Valentina Antonini, ha chiesto al gup De Bellis l'incidente probatorio su alcune intercettazioni: il gup, per decidere, si è preso tempo fino alla prossima udienza, fissata per lunedì 30 ottobre.