"Questi tubi, lo ha dimostrato l'incidente dello scorso anno, potrebbero non essere sicuri. Noi siamo preoccupati". Così Stefano Rivolta, del comitato dei cittadini di Fegino a Genova, racconta le preoccupazioni dei residenti della zona che convivono con la situazione di incertezza legata alla presenza dei tubi della Iplom che arrivano dal porto Petroli di Genova Multedo e si dipanano in una rete sotterranea fino a Busalla e per altre destinazioni. Primocanale, dopo il convegno crossmediale a Terrazza Colombo, sta portando avanti un'inchiesta sul caso di porto Petroli, che ha chiesto il rinnovo della concessione. Mal sofferto dalla popolazione di Multedo, come a Fegino si mal sopporta la convivenza con il deposito Iplom e con i tubi sotterranei che trasportano greggio. Nel 2016 ci fu uno sversamento da un tubo nel quartiere, sul rio Pianego, che porta al Fegino e poi al Polcevera.
"Dopo quell'incidente - spiega Rivolta - tutto quanto riguarda la sicurezza è monitorato dal Tribunale che ha chiesto un deposito cauzionale a Iplom". Iplom che, avevamo mostrato ieri sul nostro sito, "paga 1356,22 euro all'anno per far passare i tubi dell'oleodotto sotto il rio Fegino, 755 metri. Quasi paga più un cittadino o un commerciante di tassa della spazzatura..." aveva raccontato Antonella Marras del comitato Fegino.
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