Altra tappa cruciale per il futuro dell'Ilva. A Roma, nella sede del Ministero dello sviluppo economico, c'è il primo incontro tra i sindacati e Am Investco Italy, la cordata di imprenditori che ha vinto la gara per l'acquisizione delle acciaierie. All'ordine del giorno c'è il piano industriale, ma è ancora da capire se Mittal scoprirà definitivamente le carte su Cornigliano. All'incontro sono presenti, oltre che le segreterie nazionali, anche i rappresentanti liguri di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm. "Nessun esubero, come previsto dall'accordo programma", è la linea comune delle tre sigle. Anche se finora è stata solo la Fiom, col segretario genovese Manganaro, a minacciare un'azione legale se non verrà data la garanzia che non ci saranno licenziamenti. Voci non ufficiali parlano di 300 posti di lavoro a rischio su Genova. Se il vertice romano darà risposte negative, non si escludono proteste di piazza nei prossimi giorni.
Sullo sfondo c'è anche il procedimento avviato dall'Antitrust su ArcelorMittal per verificare se supera o meno i limiti di produzione imposti. Il sospetto è che, con l'acquisizione dell'Ilva, l'acquirente possa ottenere una quota di mercato superiore a quella consentita.
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