Un'insegnante che assiste un coniuge invalido e con gravi patologie ha la precedenza nelle procedure di mobilità e ha diritto a un'assegnazione triennale nella sede di lavoro disponibile più vicina al domicilio della persona che accudisce.Lo ha stabilito il Tar della Liguria, accogliendo il ricorso di una docente di sostegno della scuola primaria che prima era stata assegnata alla sede di Savona, poi a Roma e Sorrento. L'insegnante, il cui coniuge è stato riconosciuto invalido al 100%, aveva presentato ricorso contro il Ministero dell'Istruzione (Miur). Il Tar ha ordinato al Miur di riesaminare il caso e di trovare una sede adeguata alle esigenze e ai diritti della maestra, condannando il ministero al pagamento delle spese di giudizio quantificate in 1500 euro.
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