"È chiaro che la Rai non può avere alcuna commistione tra programmi finanziati dal canone e programmi commerciali e che deve esserci una totale divisione tra le due tipologie. La commistione è assolutamente vietata sia a livello europeo sia dalla concorrenza in Italia". Questa la dichiarazione del senatore Rossi (Liguria Civica) sul tema dei compensi in Rai. "È pertanto pura fantasia l'idea di legare i compensi, ad esempio di Fazio o Vespa, alla rendita pubblicitaria di un programma che e' appostato in bilancio come di 'servizio pubblico' e come tale pagato con i soldi dei cittadina. L'idea del sottosegretario Giacomelli - continua il Senatore Rossi - di autorizzare i super cachet parametrandoli alla rendita pubblicitaria, porterebbe ad una palese violazione proprio della commistione che determina un vantaggio competitivo alla Rai nei confronti dei concorrenti privati"
"Unica teorica possibilità che intravedo è di definire un intero programma come 'Che tempo che fa' o 'Porta a Porta', interamente commerciale rinunciando a qualsiasi ricavo derivante dal canone anche per la produzione e a qualsiasi altro costo connesso. Pensare di sostenere che la produzione si paga con denaro pubblico e il costo del conduttore con la pubblicità - conclude Rossi - è pura fantasia e un tentativo di arrampicarsi sugli specchi del tutto illegittimo".
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