L’iniziativa è stata proposta a cinque migranti centrafricani ospitati presso la struttura Casa Bozzo di via Edera 22, in un'ottica di volontariato attivo a favore della cittadinanza. Un segnale di integrazione e anche una risposta agli abitanti: "La prima accoglienza è stata davvero amara - spiega Enrico Costa, presidente del Ceis - ma non era un problema di razzismo: il quartiere è già multietnico, ma in quell'edificio avevano già alloggiato stranieri senza controllo. Fortunatamente hanno capito che le persone ospiti avevano buone intenzioni. La prima cosa che dicono? 'Work, work'. Vogliono lavorare".
“Un’iniziativa importante sotto tanti punti di vista: – sostiene il presidente del Municipio Bassa Val Bisagno, Massimo Ferrante – la cura del territorio, l’impegno volontario dei migranti, la collaborazione con le associazioni no profit e il ruolo attivo del privato. Tutti i soggetti in rete, con la regia dell’ente locale, rappresentano un modello da diffondere e replicare”.
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