Il Movimento 5 Stelle si oppone all'integrazione di Amiu e Iren. "Diciamo a gran voce no a uno scenario che porterebbe a un polo monopolistico di gestione dei rifiuti con logiche privatistiche di profitto. Un polo che non prevede nemmeno la costruzione di nuovi impianti di trattamento della raccolta differenziata e ostacola quindi il cammino verso l'autosufficienza e il recupero occupazionale previsto", questa la denuncia dei consiglieri regionali Alice Salvatore e Marco De Ferrari. "Si incentiverebbe la raccolta indifferenziata - sottolineano - con conseguente produzione di Css (Combustibile Solido Secondario) di primaria importanza per Iren che può così alimentare gli inceneritori a Torino e Parma. "Un'operazione sciagurata che implica persino un ulteriore aumento della Tari, legato al trasporto dei CSS agli inceneritori, al loro smaltimento, e alla riduzione dei tempi di ammortamento dei costi di messa in sicurezza di Scarpino 1 e 2. L'aumento della Tari è inaccettabile viste le attuali tassazioni sui rifiuti che già pesano - non poco - sulle tasche dei cittadini", dice ancora il M5s. "Il contratto decennale con Iren, ente privato e di maggioranza, impedisce eventuali decisioni di cambio operatore o di ritorno alla gestione pubblica. E la governance, consegnata in mano Iren, lascia il Comune di Genova con un potere marginale - spiegano Salvatore e De Ferrari - La nostra scelta vuole gli interessi economici della cittadinanza e ogni principio di tutela ambientale verso cui dobbiamo vigilare, altro che produrre Css per gli inceneritori di Iren con tanto di aumento delle nostre tasse".
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