
"Non era certo mia intenzione offendere - ha scritto per spiegarsi Alessandro, in precedenza contrammiraglio della Capitaneria di Porto -. Ho scelto un tema così forte perché l'argomento sollevato, il turismo indirizzato in massa verso i luoghi sacri, non trova ancora coscienze attente. Non c'è verso: se fiorisce il turismo non importa mai come, a quale prezzo; il rispetto dei luoghi, delle persone, delle loro storie svanisce o passa in secondo piano". La riflessione di Alessandro prende spunto dal turismo di massa alle Cinque Terre, un fenomeno che Alessandro critica da tempo, tanto da essere arrivato anche a suggerire l'accesso a numero chiuso.
Attorno alla polemica scatenata dal post su facebbok del presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, è intervenuta anche la comunità ebraica ligure: "La cosa più sbagliata che potrebbe uscire da questa vicenda è che si metta in discussione l'utilità dei viaggi organizzati dalle scuole e dagli enti sui luoghi della 'memoria' - dice Ariel Dello Strologo, portavoce della comunità - .Si può parlare del problema, del profitto economico che porta a travolgere tutto e tutti, ma l'utilizzo di quell'immagine e di quella frase è inaccettabile. L'uso dei social e dei media deve essere accorto, oppure il messaggio viene interpretato male". Dello Strologo aggiunge: "Ringraziamo tutti quegli enti che in questi anni hanno organizzato viaggi in luoghi come Auschwitz, viaggi che ci mettono di fronte nel concreto quello che è avvenuto in quei luoghi, perché non si dimentichi".
IL COMMENTO
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