Indebita percezione ed erogazione a danno dello Stato: è l'ipotesi di reato che ha portato i finanzieri spezzini a sequestrare una mole di documentazione presso la sede del Distretto ligure delle tecnologie Marine, l'ente pubblico-privato specializzato nelle tecnologie del mare, del quale fanno parte anche colossi industriali come Finmeccanica, Fincantieri e Intermarine. L'inchiesta, portata avanti dal pm Giovanni Maddaleni, vede iscritto nel registro degli indagati il legale rappresentante dell'ente, Lorenzo Forcieri, l'ex presidente dell'Autorità portuale della Spezia indagato a piede libero per corruzione e abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta su presunti appalti pilotati all'authority portuale.
Un atto dovuto, quello nei confronti di Forcieri, per dare corso all'acquisizione dei documenti relativi all'attività del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine e riguardante, nel dettaglio, il progetto di costituzione e realizzazione del Polo Dltm tra il 2011 e il 2015. L'ipotesi del pm è che l'ente abbia gonfiato i costi per ottenere maggiori finanziamenti rispetto alle reali esigenze.
"La regolarità e la correttezza di questi finanziamenti sono state verificate con cadenza semestrale dagli uffici preposti dalla Regione Liguria - spiega il direttore amministrativo del Dltm, Pierluigi Tivegna -. Il Dltm ha sempre operato regolarmente e siamo certi che questo emergerà con chiarezza. Confidiamo nella celerità delle verifiche in atto affinché non venga intaccata la reputazione del Distretto e la sua attività a favore delle aziende associate".
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