Ventuno i dipendenti a tempo indeterminato oltre a una quindicina di lavoratori. "In base a un accordo raggiunto il 29 luglio, noi rinunciavamo ad azioni legali contro i Maristi (proprietari) in cambio di un incentivo economico e un impegno formale dei maristi a una nostra ricollocazione nelle aziende che subentrano" spiega Uras.
"I calcoli economici erano sbagliati e abbiamo impiegato ore per farlli correggere. Inoltre c'era l'impegno a formalizzare incontri con le parti subentranti entro il 10 agosto ma non è successo niente. Anzi, l'8 agosto era previsto un vertice con i sindacati ma non c'è stato".
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