La Cassazione conferma la tesi di Federsupporter sull’illegittimità del Daspo collettivo. Con una decisa presa di posizione il giudizio della Suprema Corte sul Daspo collettivo è tranciante: una “legislazione compulsiva” che segue logiche normative proprie “della dottrina nazionalsocialista tedesca”.Una posizione, quella della Cassazione, che per Federsupporter sarebbe applicabile anche ai recenti provvedimenti sull’installazione delle barriere nelle Curve dello Stadio Olimpico e costituirebbe quindi un ulteriore valido motivo per rinnovare la richiesta di incontro al Prefetto di Roma.
“Circa i prospettati Daspo collettivi, esprimo le mie forti perplessità, non solo quanto alla loro efficacia, ma anche, anzi, soprattutto, quanto alla loro legittimità - commentava l'avvocato Massimo Rossetti che collabora con Federsupporter - Ciò alla luce di numerosa e consolidata giurisprudenza costituzionale, di merito, di legittimità, ordinaria ed amministrativa, che non ritiene il Daspo, misura di prevenzione atipica, scindibile dai comportamenti tenuti in concreto dal soggetto socialmente pericoloso. In altre parole, sembra di dubbia tenuta costituzionale presumere pericoloso, a prescindere dai comportamenti in concreto tenuti, una persona, per il solo fatto di appartenere o di fare occasionalmente parte di una collettività ( associazione o gruppo)".
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