La Svizzera non fa che ripetere che Genova è il suo porto naturale. Ma oggi così non è, sceglie i porti del Nord Europa. Lei, con fondi stanziati e certi, ha aperto il tunnel del Lotschberg, il San Gottardo in anticipo di un anno “perché abbiamo avuto una buona pianificazione e siamo stati fortunati a livello geologico” si schermiscono. E nel 2020 apriranno l’ultima casella mancante, la Galleria del monte Ceneri che da Bellinzona buca il monte per 15 km verso Lugano. Qui, l’elemento determinante per aumentare le relazioni tra Svizzera e porto di Genova, sarà il terzo valico ferroviario Genova-Milano. Pronto nel 2021 o 2022. Ma non sarà troppo tardi? Per Giancarlo Kessler, Ambasciatore svizzero in Italia, no, citando il titolo di un film "non è mai troppo tardi", ma precisa che servirà, oltre all'infrastruttura hard anche quella soft, cioè la velocizzazione dell'ultimo miglio, dal porto verso la ferrovia e viceversa "perché oggi se scegliamo i porti del Nord Europa lo facciamo perché sono più efficienti e c'è una certezza dei tempi anche se ci vogliono cinque giorni di più di viaggio che poi nei fatti si recuperano con la velocizzazione delle operazioni".
Dunque il terzo valico rischia di non bastare.
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