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È solo Genoa: Pavoletti segna in avvio, poi doppietta di Suso. Sampdoria salva, ma i tifosi non perdonano la società
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I tifosi lo avevano detto: prima la salvezza, poi la contestazione. E così è stato. La Sampdoria perde il derby 3-0 e si salva grazie agli scivoloni di Carpi e Frosinone, ma contro Ferrero e Romei sono volati insulti pesanti. In tribuna è intervenuta la Polizia per allontanare i tifosi e poi per scortarli fuori dallo stadio. Una stagione deludente sotto tutti i punti di vista, che si chiude con una netta sconfitta nella stracittadina. Festa grande tra i rossoblù, già salvi e sicuri di chiudere il campionato sopra i cugini. Il Grifone torna a vincere il derby dopo due anni e mezzo.

Genoa nettamente superiore sul campo, anche se non è stato certo calcio spettacolo. Bravi i rossoblù a sfruttare l'inconsistenza dei blucerchiati, mai in partita. Ad aprire le danze è Pavoletti dopo soli tre minuti, poi raddoppio di Suso e Genoa che dilaga nella ripresa con un altro sigillo di Suso. Male Cassano, impacciato e impalpabile. Si chiude tutto con la rabbia dei tifosi, imbufaliti contro la presidenza e i dirigenti che contornano la traballante figura di Ferrero, mai come ora nell'occhio del ciclone.

Montella, oltre a Cassano, recupera Fernando ma gli affianca anche Palombo. Sull'out c'è Dodò (non pervenuto). Gasperini vara una formazione ampiamente prevista: Burdisso vince il ballottaggio con Munoz, Rigoni è confermato a centrocampo. Le squadre si studiano un po', ma il risultato cambia in fretta. La Samp pasticcia, Ansaldi ne approfitta per scendere in area, palla in mezzo che gli ritorna, Pavoletti ghermisce la sfera prima che possa farlo Viviano ed è subito gol. La Samp non trova il modo per reagire, le idee sono poche. Anche il Genoa scende di volume e la partita va in stand-by. Arriva un'azione fotocopia a quella del gol, la Samp si salva in extremis. Ma non serve, perché al 26' arriva la seconda bastonata: Suso sevito sulla destra entra in area, si accentra e batte Viviano con un tiro di precisione. Lo spagnolo esulta sotto la Sud, si accende la lite col portiere. Intanto il fiscale Banti comincia a tirar fuori i cartellini: De Maio e Suso sono solo i primi di una lunga serie. Al riposo senza recupero. Un fotografo viene colpito da un'asta proveniente dagli spalti. Portato via dal campo in barella, diretto all'ospedale.

Nella ripresa ci si aspetta una reazione da parte blucerchiata, invece i primi quindici minuti passano nella noia. Il Genoa sembra sicuro del risultato, gli avversari hanno lasciato a casa la fantasia. Il guizzo è di Quagliarella, che costringe Lamanna alla super parata. Intanto entrano Tachtsidis per Rigoni e Correa per De Silvestri. Il sudamericano sarà uno dei pochi a crederci. Il Genoa avanza tra i cartellini di Banti e i break di Correa. Finché, al minuto numero 64, arriva il terzo sigillo: Laxalt è lanciatissimo a rete, Viviano esce ma senza fallo, Pavoletti va sulla palla, serve Suso e gli regala la gioia di una doppietta nel derby.

La Nord si apre in un tripudio liberatorio, dalla tribuna si levano insulti pesanti a Ferrero e Romei. Per evitare il peggio la Polizia arriva ad allontanare i contestatori per poi scortare i due fuori dal campo. Nel finale Suso straripante, un traversone e un tiro bomba respinto da Viviano. Banti mette fine al patibolo blucerchiato. Gasperini ha vinto tutto, Montella ne esce salvo ma ammaccato, Ferrero annientato su tutti i fronti. Sarà difficile dimenticare questa stagione. L'anno prossimo sarà serie A per tutti, ma i tifosi esigono risposte diverse da entrambe società. A fine gara il ds blucerchiato Osti ha parlato di "campionato fallimentare", "partita indegna" e "pagina bruttissima", chiedendo scusa ai tifosi. Su Montella: "Abbiamo tempo per valutare". A Ferrero e Preziosi la decisione: tradire due tifoserie uniche in Italia o fare chiarezza una volta per tutte sui progetti futuri?