cronaca

Secondo gli inquirenti i ladri erano professionisti
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La villa e il Museo Luxoro di Genova Capolungo dove una banda di ladri ha fatto razzia di quadri di valore non sono protetti da telecamere. Lo hanno accertato i poliziotti della squadra mobile che hanno avviato le indagini sul furto di dieci tele di valore fra cui un'opera del pittore genovese Magnasco. Le uniche telecamere in zona sono sulla via Aurelia.

Secondo gli inquirenti, a Villa Luxoro hanno 'lavorato' ladri professionisti che indossavano i guanti. Gli esperti della scientifica non hanno trovato impronte o altri indizi sulla scala usata per raggiungere la finestra forzata, sulle cornici e nelle sale. Da una prima ricostruzione è stato accertato che la banda ha agito con molta calma provando a forzare tre finestre della villa e riuscendovi solo al quarto tentativo.

Una volta dentro il museo, invece, a causa dell'allarme volumetrico che segnala la presenza di una persona, i ladri hanno dovuto accelerare le operazioni tanto che per evitare di incappare nelle guardie giurate o nella polizia sono stati costretti ad abbandonare tre quadri, fra cui un'opera del Maganasco di gran valore.

Tutte le tele sparite sono assicurate. Ma per ora è difficile valutare il danno patrimoniale procurato: il quadro del Magnasco rubato, dicono gli esperti, in Italia vale sui 20/30 mila euro, ma se venduto all'estero il valore aumenta anche di 10 volte. L'assessore alla Cultura del Comune di Genova Carla Sibilla riferisce che a sorvegliare in 34 musei comunali della città ci sono oggi quasi 400 telecamere: "Per fortuna la società di guardianaggio collegata al sistema di allarme ha rispettato il contratto che impone di arrivare sul posto entro mezz'ora da quando scatta l'allarme, visto che sono arrivati al Luxoro in 20 minuti".