curiosità

Il 75% degli italiani rispetta la tradizione
1 minuto e 14 secondi di lettura
Con la Pasqua alle porte aumentano tra il 15 e il 20% anche i consumi di prodotti ittici sulla tavola degli italiani. Ma c'è chi il pesce lo mangia per tradizione e chi, invece, solo per passione.

Secondo i dati, infatti, il 75% degli italiani porta il pesce in tavola per una questione religiosa, tradizione che risulta essere più forte al sud (75%), tra le donne (82%) e gli over 60 (80%). Scende invece sotto la media nelle famiglie con bambini in età scolare, dove è più complicato rispettare i dettami della Quaresima, ma anche per chi deve mangiare fuori casa.

A mangiare prodotti ittici in questo periodo solo per piacere, invece, è un italiano su quattro (25%), complice anche la maggiore offerta dettata dalla stagionalità che caratterizzerà questa Pasqua, che spazia tra acciuga, alice, seppie, cefalo muggine, cernia, dentice, nasello, sardina, sgombro, sogliola e triglia, gamberetto rosa, granchio, mazzancolla, panocchia, pesce di San Pietro, rana pescatrice, razza, ricciola, rombo, sarago, scampo, scorfano, seppia e vongola verace.

Quanto alla spesa, nonostante la ripresa dei mercati, non sarà più alta rispetto alla scorso anno, anche se si registra una lieve crescita dei listini in prossimità di Pasqua. Per chi vuole contenere i costi per un menu a base di pesce, disco verde per spigole e orate di allevamento, seppie, polpi e vongole.

Per i menu anti spreco, l'ideale è l'insalata di mare, con polpo, totani, seppie, calamari e moscardini da mangiare il Venerdì Santo ma anche a Pasquetta.