Prima il vicesindaco Di Tullio, poi il segretario cittadino Pasquali, quindi Maricone. Infine Cristina Battaglia, benedetta dal segretario provinciale Briano e dal sindaco uscente Berruti come candidato salta-primarie. La corsa alle comunali di Savona è ancora una patata bollente per il Pd. E ora è la stessa Barbara Pasquali a mischiare il mazzo di carte.“Io non mi sento fuori da nessun gioco. Le primarie? Non devono essere demonizzate, sono lo strumento per legittimare il candidato”. Il segretario cittadino interviene a gamba tesa, anche se vorrebbe “mettere la questione in stand-by. Io continuerò nel mio ruolo”.
Le comunali della Torretta rischiano di diventare l'ennesima buccia di banana per il Pd, che vede lo spettro delle nefaste divisioni interne responsabili della sconfitta alle regionali. Barbara Pasquali non accetta i nomi calati dall'alto e chiede di dare la parola alla base elettorale: “Gli elettori sono spaesati, molti iscritti non sanno cosa sta succedendo. Ma anche le parti sindacali e le associazioni sono venute a chiedermi se mi sarei ricandidata. È una situazione di confusione, le primarie offrirebbero garanzie anzitutto ai candidati”.
Se ne parlerà mercoledì prossimo, 27 gennaio, in un'assemblea coi segretari dei circoli. La sensazione di molti è che Cristina Battaglia, ennesimo candidato “di sintesi”, sia stato proposto per sbaragliare la concorrenza della Pasquali. Anche se lei glissa: “Non lo so, bisogna chiedere a chi ha fatto il nome della Battaglia”.
Insomma, la partita è ancora aperta. “Unità, messaggi chiari e un progetto. Senza questi ingredienti non possiamo nemmeno presentarci alle elezioni”, dice la Pasquali. Tre ingredienti che, al momento, sembrano ancora ben lontani.
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