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L'arcivescovo: "Genovesi, amate di più la vostra città. Serve una sola voce"
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Unione e comunicazione. L’augurio per Genova del cardinal Bagnasco, nel primo giorno del 2016, non è un banale auspicio, ma una vera e propria esortazione a superare i due punti critici della città: i conflitti interni e l’isolamento verso l’esterno.

Invito i genovesi a camminare insieme, a ritrovare il gusto di non opporsi gli uni agli altri”, dice l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei in occasione della "Marcia della Pace". Perché “solo con una voce unica Genova può farsi sentire da chi di dovere. È questa la prima cosa, la più importante”.

Bagnasco spiega il concetto con un esempio che fa riflettere: “Ci sono persone che vivono qui per ragioni di lavoro e studio e vengono da altri Paesi o regioni bellissime. E mi dicono: ‘Voi genovesi amate troppo poco la vostra città. Anziché lamentarvi dovreste gioire di vivere a Genova’. Non sono pochi a dirmelo”.

Ma quello di Bagnasco è anche un monito pesante contro l’isolamento: “Genova ha bisogno di comunicazione, sotto tutti gli aspetti: culturale, sociale, economico e industriale. Servono comunicazioni per terra, per mare e per cielo. O Genova trova tutte le possibili vie verso il Paese e il mondo intero, oppure affonda”.

Poi, un invito alla classe politica: “Non cercate l’ottimo, che è nemico del bene. Qualunque decisione può essere superata da altre migliori, ma la città non può aspettare domani per migliorare”.