cultura

Docente universitario di Filologia e 'guardiano della Natura'
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È mancato stamattina Giorgio Bertone, docente universitario di Filologia, scrittore, attento e appassionato guardiano della Natura. Giorgio ha diviso la sua vita di intellettuale completo tra gli studi e le sue due grandi passioni: la montagna e il mare.

Lo vogliamo ricordare, oltre che come acuto professore nell'Università di Genova, diviso tra Petrarca e Calvino, proprio come alpinista e marinaio. Il suo monte Bianco osservato e conquistato dallo chalet in Val Veny, non aveva per lui più segreti.

Giorgio si avvicinava alla montagna con lo spirito dei grandi antichi scalatori, i De Saussure, i Balmat, i Whymper, quelli che univano l'ansia della salita al desiderio di scoprire giorno dopo la cultura di questi luoghi. Lo stesso con la barca in mare.

Ci lascia alcuni straordinari libri, uno da poco edito dal Melangolo "Lessico per Natalia" sulla lettura della Ginzburg e un altro ancora da scoprire, che speriamo di leggere presto, prestissimo, a cui Giorgio teneva tanto, dedicato al viaggiare, alla sui modo così' coraggioso e allo stesso tempo attento di muoversi nel mondo.

Sul Secolo XIX ancora pochi giorni fa un suo editoriale sul Nobel. La difesa della natura, la tutela del territorio della Liguria che lui, originario dell'estremo Ponente, amava visceralmente.

L'attenzione costante alla società in cambiamento, ai giovani ai quali ha dedicato ore di lezioni e di passione certamente poco accademica, nel senso più negativo  di questa definizione.

Di Giorgio voglio ricordare personalmente i momenti indimenticabili in gita lungo la Dora di Veny, con occhi e dito alzato verso la grande catena a indicarmi vette, vie, personaggi e eroi.