Daniele Ciprì, regista di "E' stato il figlio" e vincitore del David di Donatello nel 2010 come miglior Direttore della Fotografia per il film "Vincere" di Marco Bellocchio, si trova in questi giorni a Taggia per incontrare alcuni giovani appassionati di cinematografia e discutere delle tecniche relative all'immagine. "Sono felice di essere qua", ha dichiarato a Primocanale. "Il posto è meraviglioso e c'è gente fantastica, molto attenta e molto curiosa su quello che riguarda la 'settima arte'. Siamo tutti in crisi in questo momento, ma cerchiamo di avere la passione che è la cosa più importante". Il regista trova stimolante discutere di cinema con i giovani, anche se sottolinea come sull'uso dell'immagine ci sia molta confusione. "Parlare di cinema ai giovani è sempre un piacere. Da tempo faccio molti incontri pubblici, perché è molto interessante conquistare il pubblico che poi andrà al cinema a vedere quello che fai", spiega Ciprì. "Viviamo nell'era dell'immagine ma c'è molta confusione. Allora è importante fare un'educazione all'immagine, riscoprendo il cinema del passato, che purtroppo è poco conosciuto".
Ciprì tiene però a precisare che, nonostante sia fondamentale avere una buona conoscenza della tecnica, a prevalere alla fine è sempre il contenuto nella produzione di un buon prodotto cinematografico. "L'importante è raccontare delle storie. La tecnica è poco importante, nel senso che bisogna averne la padronanza ma ancora più importante è avere la padronanza dell'essere umano e raccontarne le sue storie. Il contenuto vince sempre. Non bisogna eccedere in virtuosismi, bisogna fare arrivare l'emozione. E' stupido chi pensa il contario", conclude il regista.
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