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E ai 5 Stelle: "Mi piace lo spirito, ma troppa demagogia"
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"Credo che questa sia una maggioranza politicamente, amministrativamente e umanamente coesa. 
Questa è una rarità per questo consiglio regionale. "

Il governatore ligure, Giovanni Toti, parla al consiglio regionale. Lo fa rivolgendeosi direttamente alle opposizioni, a cui non risparmia critiche e stoccate. 

Ho anche ascoltato le parole dell'opposizione. Ho sentito ripetermi un sacco di cose che a volte sono anche buone idee. Peccato che nei dieci anni passati non sono mai state realizzate. Solo fiumi di parole".

"I liguri hanno chiesto uno spirito di diverso, un cambiamento di marcia - prosegue Toti - La Liguria ha aspettato dieci anni di capire cosa faceva la Liguria, ora può aspettare qualche settimana per capire cosa faremo noi. Abbiamo ereditato un ritardo su tutto, dall'industria alle infrastrutture, al turismo. Non c'è stata una politica industriale, nè del turismo, nè di quasi nulla.

Non solo. "La regione non ha un piano sui rifiuti. Oggi, se non abbiamo altre regioni che smaltiscono i nostri rifiuti, saremo in emergenza. E questo non dipende da noi. Copiare la Lombardia? Magari potessimo copiare regioni efficenti come Lombardia e Veneto. Temo non bastino cinque anni. Siamo di fronte ad emergenze che erano ampiamente prevedibili, ma non sono state nè previste, nè minimamente affrontate".

"Le idee buone non sono nè di destra, nè di sinistra, come dice giustamente il Movimento 5 Stelle. Apprezzo l'entusiasmo e il senso civico con cui quel movimento approccia la vita pubblica. Mi piace un po' meno la demagogia. Bisogna studiare, approfondire, affrontare i temi senza ideologie, senza paura di privati, di chi investe in questa regione, nel rispetto delle regole, ma che non devono essere oppressive rispetto al mercato". 

In chiusura Toti torna sui costi della politica e sulla richiesta dei tre sottosegretari in più per dare una governabilità alla Regione.
"7 assessori sono pochi per governare questa regione. Non vogliamo aumentare i costi, ma non sono tre sottosegretari ad aumentare i costi della politica, semmai inefficenze, consulenze, sprechi, società partecipate".