Il Procuratore capo Vincenzo Scolastico e il suo vice Alberto Landolfi ipotizzando i reati di omicidio volontario aggravato e distruzione di cadavere hanno chiesto il rinvio a giudizio dell'imprenditore di Cairo Montenotte Giancarlo d’Angelo, 55 anni, accusato di essere l’assassino di Alberto Genta, il faccendiere di Altare, in Valbormida di cui pero' non è mai stato trovato il cadavere. Secondo i due pm il delitto sarebbe aggravato dalla premeditazione, dai motivi abietti (D’Angelo doveva molti soldi a Genta) e dal fatto di aver attirato la vittima in un luogo isolato.
Cronaca
SVOLTA NELLE INDAGINI DELL'OMICIDIO GENTA
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IL COMMENTO
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