“Si poteva arrivare prima ad una conclusione senza lasciar passare tutti questi anni. Penso che da entrambe la parti, ma in particolare da Iren, si debba utilizzare il buon senso e andare a mediare”. A dirlo è Renato Cogorno, sindaco di Propata, intervenuto sulla contesa tra Iren, azienda che rifornisce l’acqua nel Comune, e i cittadini. L’azienda ha chiesto 15 anni di arretrati, facendo arrivare a casa delle 400 utenze, una bolletta complessiva da 170mila euro. Secondo quanto affermato dal sindaco di Propata a Primocanale, “l’azienda ha minacciato di tagliare l’erogazione dell’acqua, poi si è fermata. A qualcuno lo hanno fatto, ma poi hanno ripristinato”.
Il gestore ha di fatto cancellato il forfait simbolico che i cittadini erano abituati a pagare. “Non è da quindici anni che non si paga. Iren vuole applicare una tariffa diversa rispetto a quella che i cittadini di Propata avevano con il Comune”, si difende Cogorno.
Il sindaco di Propata lamenta poi la scarsa qualità dell’acqua erogata ai propri cittadini e lancia una proposta: modulare le tariffe in base alla qualità. “Il buon senso deve portare anzitutto a impiegare tariffe diverse in funzione della qualità dell’acqua, che non sempre è eccezionale. Spesso e volentieri l’acqua che esce dai nostri rubinetti non è la stessa che scende da quelli della città di Genova. E per questo vorrei avere una tariffa differenziata”, conclude il sindaco.
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