Insegnanti, genitori e alunnni delle scuole superiori di Genova sono riuniti in presidio davanti alla sede della provincia, in piazza Corvetto. Il taglio sistematico di tutti i sabati a scuola, operato dall'ente per risparmiare su riscaldamento ed energia elettrica, non è andato giù a nessuno.
Tutti contro la "settimana corta". Soprattutto i docenti, spaventati da un possibile aumento del carico di lavoro in discussione al Governo: "Un insegnante non può fare 7 ore di seguito - reclamano - non ha senso tenere aperto il pomeriggio se non ci sono soldi per pagare le bollette".
Anche i genitori sul piede di guerra. "Il problema di cassa è un pretesto - dice Laura Traverso, madre di uno studente del liceo D'Oria - il carico aumenterà in modo ingestibile, non si riuscirà più a studiare. Si pensa solo a risparmiare, si è persa di vista la didattica". Anche gli studenti intervenuti al presidio evidenziano la problematica dello studio pomeridiano, reso difficile dall'orario allungato.
Fossati si dice "amreggiato e indignato" per l'azione dei contestatori che, a suo dire, "mortifica l'impegno e la fatica" necessari per ottenere un risparmio di un milione di euro sulle utenze energetiche.
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Scuole chiuse al sabato, protesta davanti alla Provincia
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