La sorte di 500 lavoratori tra diretti e indotto legati all'attività della centrale termoelettrica di Tirreno Power è appesa a un filo: l'azienda ha predisposto un piano che prevede il licenziamento di 315 dipendenti riducendo drasticamente l'organico dell'azienda a 38 persone; una crisi che toccherebbe anche l'indotto dell'azienda e farebbe ulterormente crescere sino al mezzo migliaio di unità le persone interessate a questa crisi. L'unica strada percorribile per scongiurare questa situazione è la concessione da parte del Ministero dell'Ambiente di una nuova Autorizzazione integrata ambientale che tenga conto delle dovute prescrizioni e con la garanzia di rigorosi controlli su quella che è l'attività della centrale. Nel frattempo l'azienda dovrebbe investire 180 milioni di euro er adeguare gli impianti. Solo così la magitratura potrebbe rivalutare il sequestro dei gruppi a carbone. Nei giorni scorsi, considerata la drammaticità della situazione i sindaci di Vado Ligure e Quiliano avevano chiesto di aprire un tavolo di lavoro per scongiurare la crisi.
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