Le colpe dei sei imputati e dell'azienda sono certe, assodate, chiarite in via definitiva. Ma le condanne, nel nuovo processo d'appello, non potranno essere aumentate. Ecco il senso della sentenza pronunciata la notte scorsa dalla Cassazione sul caso Thyssenkrupp. Fonti della Suprema Corte hanno voluto mettere in rilievo, in attesa del deposito delle motivazioni, un aspetto fondamentale ma che a una prima lettura del dispositivo si era prestato a interpretazioni differenti. Da piazza Cavour adesso fanno sapere che, siccome "il ricorso della procura è stato respinto", bisogna applicare il principio del "divieto di reformatio in pejus".
11° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Michele Varì
Giovedì 15 Gennaio 2026
-
Matteo Angeli
Mercoledì 14 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiNada Cella e quelle domande senza risposte al Pm Gebbia
Quando la protesta è scomoda: sull’Iran la sinistra resta in silenzio