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Avanti con la riforma del Senato. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al provvedimento che cambierà natura e funzioni all'aula.


Già prima della riunione il premier Matteo Renzi aveva detto: "O facciamo le riforme o non ha senso che gente come me sia al governo". Da Scelta civica era infatti arrivato lo stop del ministro Giannini, che aveva chiesto di rimandare il provvedimento.


Renzi ha ribadito i suoi paletti: "Per ridurre il numero dei parlamentari e semplificare il quadro, facciamo un Senato in cui, senza indennità, siedano sindaci e presidenti di Regione. I paletti fondamentali sono: senatori gratis, che non votino più la fiducia, che non votino il bilancio e soprattutto che il Senato non sia eletto, perché noi in Italia abbiamo il numero di parlamentari più alto d’Europa, anzi più alto addirittura degli Usa. Diamoci una regolata".


Il presidente della Camera, Laura Boldrini, aveva sottolineato l’importanza "che vi sia un dibattito" perché "è giusto affrontare questo tema con tutti, anche se io non voglio entrare nel merito".


Ed è tornato a farsi sentire anche Silvio Berlusconi: "Noi rispetteremo fino in fondo gli accordi che abbiamo sottoscritto e siamo pronti a discutere tutto nel dettaglio, senza accettare testi preconfezionati, ma lavorando insieme per costruire le riforme migliori per il Paese". Berlusconi chiede coerenza e un’accelerazione sulla legge elettorale.