La Procura della Repubblica di Savona ha chiesto il rinvio a giudizio di sette persone, delle due società impegnate nei lavori del raddoppio ferroviario tra Andora e San Lorenzo al Mare. Tra i sette ci sono i legali rappresentanti delle due società (la Cossi di Sondrio e la spagnola Ferrovial) che avevano in appalto l'intervento: sono accusate a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato, frode e altri reati di tipo amministrativo in relazione al materiale che era stato utilizzato nel rivestimento delle gallerie. Gli inquirenti avevano puntato l'attenzione sui conci e in particolare sulla consistenza del cemento e della percentuale di ferro utilizzato per quelle strutture che rivestono i tunnel della nuova linea ferroviaria. Alcuni dei conci sospettati di non essere a norma e quindi potenzialmente pericolosi erano già stati montati nel tunnel e anche questi erano stati sequestrati nel corso di un blitz compiuto il 6 agosto 2009. Ma la battaglia legale tra Ferrovial, una multinazionale a capitale spagnolo che aveva vinto l'appalto per la realizzazione dell'opera, e la Italferr che aveva appaltato i lavori, non si è ancora conclusa. L'azienda spagnola ha già risarcito 3 milioni e mezzo di euro a Italferr, favorendo quindi il dissequestro di parte del cantiere da parte dei giudici del Riesame, ma resterebbero ancora 6-700 mila euro da pagare prima dello sblocco totale.
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