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Le fasce deboli della popolazione, come poveri e disoccupati, aspettano risposte "urgenti" dalla politica che, chiamata a grandi "responsabilità", non può voltare lo sguardo da un altro grave dramma del Paese, la condizione "penosa" in cui versano i detenuti nelle carceri, sempre più "strutture inadeguate" per una giusta riabilitazione. In vista del Natale il presidente della Cei, il cardinale arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, ha  incontrato i politici nella messa in Santa Maria sopra Minerva.

Occasione per rivolgere un monito ai responsabili della cosa pubblica e per tirare le fila dell'anno trascorso, che si avvia alla conclusione segnato dall'episodio di Lampedusa, con i migranti disinfestati dalla scabbia, suscitando "un senso profondo di dolore e vergogna". "Mai più", scandisce Bagnasco.

Il presidente della Cei ha indicato l'esempio "di servizio" di papa Francesco che richiama anche la politica alla sua "responsabilità" e a costruire "insieme la casa comune dove tutti - specialmente i poveri e i deboli - possano trovare giustizia e solidarietà".

Come vescovi, sottolinea quindi il porporato rivolgendo un altro appello, "non possiamo non richiamare l'attenzione" verso "i detenuti" che versano in "condizioni precarie e penose dovute al sovraffollamento" in "strutture spesso inadeguate per una corretta e doverosa riabilitazione in vista del reinserimento nella società".