"Come mai si è spezzato il cavo del rimorchiatore di prua della Jolly nero? E' ovvio, lo sapevo anche prima che succedesse e ho avvertito via radio la nave. Le condizioni meteo erano particolari, con vento e onda e la nostra attrezzatura era da manovre in porto e non al largo (in gergo da "altura"), visto che non ci era stato richiesto diversamente". Così Silvio Bignone, comandante dei Rimorchiatori del porto di Genova, che hanno preso parte alla simulazione della tragedia di Molo Giano, ieri al largo di Genova, su disposizione della Procura. Bignone si trovava a bordo del rimorchiatore di poppa e si è reso conto che uno dei cavi si sarebbe spezzato. Inoltre anche l'altezza dei fondali modifica i comportamenti della nave.
Bignone non si sbilancia su una valutazione della rispondenza generale della simulazione alle condizioni della sera della tragedia
"Le prove sono state fatte in mare aperto e non in porto – entro la diga - per non creare ostacoli e intralcio alle normali operazioni" spiega la capitaneria di porto. Ma come abbiamo sentito, la rispondenza alle condizioni di quella sera, sembra essere molto scarsa.
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