E' stato un lungo interrogatorio, quello di Omar Milanetto, ieri, nella sede del Tribunale di Cremona. L'ex centrocampista del Genoa, ora al Padova è stato sentito dal Pm Di Martino e dal Gip Salvini con domande "a sorpresa": accusato, come Mauri, dal grande «pentito» Carlo Gervasoni in relazione all’incontro Lazio-Genoa del 14 maggio 2011, concluso 4-2 Milanetto avrebbe negato ogni rapporto con gli zingari.
Ma Di Martino avrebbe posto a Milanetto domande anche sul derby della settimana prima, vinto dal Genoa con un gol di Boselli al 96° minuto. Nel botta a risposta tra Di Martino e Milanetto si è inserito lo stesso Gip Salvini che avrebbe fatto presente come il quesito (trattando di un argomento non contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare) andava approfondito al di fuori dell’interrogatorio di garanzia. Per questo, forse Di Martino ha detto di voler risentire Milanetto.
L'avvocato di Milanetto, Mattia Grassani, ha poi spiegato come «a domande insistenti su Genoa-Sampdoria» il suo assistito abbia fatto presente «di aver fatto l’assist-gol per Boselli e poi di essersi scagliato contro i tifosi che contestavano il Genoa a fine gara, cosa inconcepibile se si fosse venduto la partita».
Dopo Milanetto è toccato a Mauri che ha dato la sua versione dei fatti e cercato di dimostrare di essere estraneo a tutte le accuse a lui rivolte. Ora il capitano della Lazio spera di aver "conquistato" la possibilità di lasciare il carcere.
Intanto comincia oggi al Foro Italico il processo sportivo sul primo filone del calcio scommesse dopo i deferimenti della Procura federale a carico di 22 società, 61 persone fisiche tra cui 52 calciatori in attività al momento delle rispettive contestazioni. Tra i coinvolti, per fatti relativi al periodo in cui giocava a Novara, Cristian Bertani, attualmente in carcere: la Sampdoria, società per la quale Bertani è ora tesserata, è stata deferita dal Procuratore Federale Palazzi.
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