GENOVA - In questo disgraziato campionato il Genoa non ha mai battuto una big. Pareggino con l'Atalanta in casa strappato da Sheva al Gasp, due 0-0 conquistati da Blessin con Roma e Inter. Per il resto solo sconfitte. Rossoblù ko col Napoli al Ferraris (gol annullato a Pandev ingiustamente), stop a Torino con la Juve, come a Marassi col Milan. Ora in questo finale di stagione in cui Sirigu e compagni cercano la salvezza, in 6 partite il 50 per cento sono contro squadre che si giocano lo scudetto, minimo la Champions.

Si comincia venerdì sera col Milan al Meazza poi dopo Cagliari e Sampdoria ci saranno Juve e Napoli per poi chiudere col Bologna. Calendario duro, ma se dovesse uscire un "colpo" inatteso e ancora non ottenuto fin qui le prospettive per il Grifone cambierebbero. Sia chiaro, illudersi è sbagliato ma crederci non costa niente. Il Genoa arriva da due sconfitte brutte che possono aver minato quell'autostima che Blessin aveva costruito con i giocatori dal momento in cui è arrivato. Col Milan che sarà senza Ibra serve coraggio e quella fortuna che è oggettivamente mancata, fatto salvo che la squadra ha cronici problemi offensivi mai risolti. I tifosi non si arrendono e saranno in tanti anche a Milano. L'esempio viene da loro.
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