"La Liguria ha raggiunto il picco dell'influenza con un 'altopiano' di 10-12 casi di infezioni respiratorie acute ogni 1000 abitanti nelle ultime quattro settimane, traducendosi in circa 65-70.000 liguri colpiti su una popolazione di un milione e mezzo". Ad annunciarlo a Primocanale il professor Giancarlo Icardi, direttore del dipartimento di igiene del Policlinico San Martino di Genova e referente dell'Istituto Superiore di Sanità in Liguria durante la puntata de 'Il medico risponde' in onda dal lunedì al venerdì alle 9.30 e on demand su primocanale.it .
"Il picco è stato raggiunto, abbiamo cominciato ad osservare per quanto riguarda l'intensità delle infezioni respiratorie acute, una circolazione più elevata subito dopo Natale quindi diciamo verso la fine di dicembre, picco che poi si è mantenuto come diciamo sempre in una sorta di altopiano perché tra la 51esima settimana del 2025, quindi diciamo la settimana più o meno di Natale, la settimana successiva e le prime due settimane che stiamo vivendo di gennaio, la Liguria viaggia a circa 10-12 casi ogni 1000 abitanti", spiega Icardi, annunciando un probabile calo nella seconda metà del mese.
L'effetto delle vacanze natalizie e la riapertura delle scuole
Il lieve decremento registrato nel periodo festivo è attribuibile alla chiusura delle scuole, che ha ridotto i contagi tra i bambini. "C'è stato un lieve decremento in realtà nel periodo natalizio in quanto scuole chiuse e quindi diciamo i bambini si contagiavano meno e quindi a loro volta trasmettevano meno virus da infezioni respiratorie acute, però poi con la riapertura delle scuole abbiamo diciamo così corretto il dato, standardizzato il dato e possiamo dire che nell'ultimo mese, nelle ultime quattro settimane quindi che abbiamo vissuto in Liguria abbiamo viaggiato a numeri di infezioni respiratorie acute intorno a 11, mediamente 11 casi ogni 1000 abitanti - precisa Icardi - questo andamento riflette la sorveglianza epidemiologica condotta da medici di famiglia e pediatri".
Influenza al primo posto, ma altri virus in arrivo
Tra le infezioni respiratorie acute, i virus influenzali dominano con il 40-50% dei casi nelle ultime settimane, seguiti da rinovirus e coronavirus umani non SARS-CoV-2. "Se poi andiamo ad analizzare il campione di tamponi che noi andiamo a valutare in laboratorio per capire queste infezioni respiratorie acute da quali virus sono provocate e ci rendiamo conto che in queste quattro settimane il primato diciamo così triste di isolamenti l'hanno avuto i virus influenzali ed ecco perché parliamo di picco dell'influenza in questo periodo di infezioni respiratorie acute perché mediamente diciamo da 4 a 5 quindi circa la metà di infezioni respiratorie acute in questo periodo sono state provocate da veri virus influenzali il rimanente 50% abbiamo isolato altri virus di stagione soprattutto rinovirus soprattutto coronavirus umani non SARS-CoV-2 - illustra - nell'ultima settimana emerge il virus respiratorio sinciziale (RSV), con i ceppi influenzali in lieve calo".
Tra le infezioni respiratorie acute, i virus influenzali dominano con il 40-50% dei casi nelle ultime settimane, seguiti da rinovirus e coronavirus umani non SARS-CoV-2Liguria meno colpita rispetto all'Italia: solo 12 casi su mille
Rispetto al dato nazionale di 18 casi ogni 1000 abitanti, la Liguria non ha superato i 12, posizionandosi tra le regioni meno colpite. "Possiamo dire che sostanzialmente la Liguria però quest'anno rispetto al dato nazionale dove il picco o comunque questo periodo di massima circolazione dei virus influenzali ha raggiunto i 18 casi su mille la Liguria non è mai andata oltre un 12 casi su mille quindi sostanzialmente in queste diciamo differenze geografiche che noi nel corso degli anni abbiamo imparato esistere e abbiamo imparato a conoscere ci dicono che quest'anno la Liguria sostanzialmente tra le regioni italiane è stata una di quelle meno colpite da infezioni respiratorie acute e di conseguenza anche da virus influenzali" conferma Icardi.
Non abbassare la guardia: vaccinarsi è ancora utile
Pur con un calo previsto, i virus influenzali circoleranno almeno fino a fine marzo. "Parlando di quattro settimane diciamo così di picco cioè di altopiano possiamo aspettarci che la seconda metà di gennaio ci porti sicuramente a un calo di infezioni respiratorie acute perché nell'insieme delle infezioni respiratorie acute quelle provocate dai veri virus influenzali sicuramente saranno in calo è chiaro che questo non ci consente di abbassare la guardia - conclude Icardi - proprio perché è vero che i virus influenzali circoleranno di meno tuttavia continueranno a circolare seppur in misura minore almeno fino alla fine di marzo per cui il consiglio è quello non abbassiamo la guardia e soprattutto se ci fosse qualche soggetto che voleva vaccinarsi e non l'ha ancora fatto contro l'influenza sarebbe il caso come dico io che non è mai troppo tardi e quindi anche in questo periodo che non è più di massima circolazione dei virus però la vaccinazione costituisce un'assicurazione non tanto magari per non ammalarsi quanto però per non avere complicanze o ospedalizzazione da vera influenza".
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