
"I lavoratori portuali chiamano alla lotta. Non vogliamo collaborare alle politiche di riarmo, non vogliamo che le banchine siano privatizzate e che diventino strumento degli eserciti". Così in una nota il Coordinamento nazionale dei lavoratori portuali - Unione Sindacale di Base che annuncia un'assemblea nazionale per venerdì 23 a Genova. L'appuntamento è alle 18 al Cap di via Albertazzi. Già indetta per venerdì 6 febbraio una giornata di sciopero nazionale.
"Non vogliamo lavorare per la guerra - spiegano in un comunicato -. Nel momento in cui l'imperialismo scatena una micidiale aggressione ai popoli della Terra, seppellendo definitivamente il diritto internazionale, promuovendo la rapina delle risorse naturali su scala globale, mettendo gli eserciti al servizio degli interessi delle grandi società multinazionali e sostenendo una gigantesca campagna di riarmo, i lavoratori possono bloccare l'ingranaggio e fermare la macchina della morte".
I portuali concludono: "Questa guerra che vogliono scatenare sul Pianeta ci coinvolge tutti. Ma possiamo ancora fermarla. Unendo le forze, costruendo relazioni internazionali, rafforzando la solidarietà tra i popoli".
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